14 marzo, 2012

IL LIBRAIO DI KABUL di Asne Seierstad


Trama:
Asne Seierstad, corrispondente di guerra, incontra a Kabul nel novembre del 2001 Sultan Khan, un libraio che si è arricchito con la compravendita di libri di ogni tipo, un uomo che ha difeso la cultura anche durante il regime talebano. Colpita da lui e dalla sua famiglia, mediamente istruita, gli propone di scrivere un libro sulla famiglia Khan e lui accetta onorato. Nel febbraio del 2002 Asne si trasferisce a casa Khan, vivendo con e come ogni membro della famiglia. Per mesi, riceve un'ospitalità impeccabile e in quanto donna occidentale le è permesso intervistare e seguire ogni membro della famiglia, uomini e donne. Tutto ciò che si legge nel libro è verità, nessuna finzione, fatta eccezione per i nomi che ha cambiato per tutelare la loro privacy.

Leggo sulla copertina la parola "romanzo", ma a fine lettura mi rendo conto che è solo una classificazione.
Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, IL LIBRAIO DI KABUL si discosta sempre più dall'idea di romanzo e si rivela per ciò che è veramente: un dettagliato reportage, un documentario sulla vita di una famiglia "agiata" di Kabul.
Sullo sfondo delle pagine, scorrono abilmente descritte a parole, le immagini di un Afghanistan torturato da diversi regimi, sia esterni che interni, di cui restano ben visibili le cicatrici.
Non murales imbrattano le pareti di case e edifici, ma "disegni" astratti lasciati dai fori di proiettili sparati a raffica. Non giardini lungo le strade e nei cortili, ma macerie.
E' un paese la cui voce è continuamente zittita e la sua anima è deturpata incessantemente.
E' un paese dove provare sentimenti è proibito.
Un paese che sembra rispecchiare in tutto e per tutto la condizione della donna.
Nel tentativo di illustrare come la donna sia considerata un oggetto dall'uomo, l'autrice fa emergere un'altra sconcertante realtà.
Ad un'attenta lettura si può finalmente capire che non è solo l'uomo il nemico della donna, ma la donna stessa.
Donne che continuano ad indossare il burka anche dopo la disfatta dei Talebani, nonostante non sia più obbligatorio.
Madri che ordinano ai figli maschi di riportare l'onore in famiglia uccidendo personalmente la loro sorella (e quindi figlia) accusata di adulterio con un amante mai trovato.
E ancora madri che educano le figlie all'obbedienza e alla sottomissione, rendendole schiave non solo degli uomini, ma anche delle loro stesse decisioni, perché le madri decidono chi devono sposare e quando.
E soprattutto a che prezzo: l'autrice descrive con attenzione le contrattazioni matrimoniali.
Sorelle maggiori infelici che spingono le minori a seguire i propri passi, discostandole da ogni idea di amore o scelta migliore, forse perché disilluse o forse perché se è toccato così a loro è giusto che capiti lo stesso ad altre. A tutte le altre.
Particolarmente interessante il capitolo "Ondeggiante, frusciante, avvolgente" in cui l'autrice descrive il burka (che ha sperimentato personalmente) non come oggetto, ma come una persona.
A libro terminato, resta il sapore della terra arida, l'odore della polvere da sparo mista a spezie, il suono della musica locale e delle voci cantilenanti, la ruvidità della pelle che conosce poco l'acqua perché un lusso e l'immagine di un Afghanistan che difficilmente riuscirà a riprendersi se continua a restare ancorato all'ignoranza e all'obbligo "morale" di proibire l'amore sotto ogni forma.
Perché in Afghanistan è troppo facile incontrare giovani che tutto sanno di come si maneggia un'arma e ignorano come si usa un cellulare.
Una lettura che vi farà "vivere" in Afghanistan fino all'ultima pagina.

by Lisa

3 commenti:

Christine ha detto...

questo blog fa proprio al caso mio! :)

http://lejournaldefleurs.blogspot.com/

stefania ha detto...

Adoro questo genere di libri che siano romanzi o meno, sono affascinata dall'Oriente e dalle altre culture per quanto possano essere a volte grette e inconcepibili per noi occidentali

fenix ha detto...

Annalisa bella recensione, quasi una sorta di analisi dei comportamenti di un popolo.
Bella anche la doppia impostazione delle recensioni stesse ..la quarta di copertina e la tua personale.
Complimenti :)

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