15 luglio, 2012

UN PIZZICO DI...

Per la rubrica "Un pizzico di..." questa volta tocca a me, Stefania, parlarvi di qualcosa che mi frulla per la testa e visto che siamo in piena estate e con temperature torride ho deciso di parlarvi di un pò di TURISMO MADE IN SUD.



Sono pugliese, la mia regione è detta la California d'Italia per l'esposizione solare ed il clima, celebri sono i luoghi marittimi visto che siamo circondati dal mare si può dire tra Mar Ionio, Mar Adriatico e Mar Mediterraneo volendo. Di sicuro avrete sentito parlare di varie località del Gargano come ad es. Peschici o Vieste, di altre nel Salento come Ostuni o Gallipoli e via discorrendo ma in Puglia non c'è solo il mare e così oggi vorrei parlarvi del mio territorio, quello della bassa Murgia barese, denominata anche Valle d'Itria, comprensiorio delle grotte e dei trulli.

LE GROTTE DI CASTELLANA
La natura carsica del sottosuolo pugliese ha dato origine a numerose grotte dalle forme e dalle dimensioni più varie. Grande importanza rivestono quelle di Castellana, in provincia di Bari, scoperte nel 1938: si estendono per una lunghezza di circa 3 chilometri, fino a raggiungere profondità dell'ordine di 72 metri al di sotto del livello del mare. L'ingresso naturale è rappresentato da un'enorme voragine profonda 60 metri denominata la grave, termine dialettale locale per indicare una grande voragine. Da qui è possibile raggiungere la caverna nera, così denominata per la particolare colorazione che assumono le pareti per la presenza di piccoli funghi. Passando tra le colonne di stalattiti e stalagmiti si arriva alla Grotta Bianca (definita come la "più splendente al mondo") e la caverna della Torre di Pisa, così denominata per la particolare forma di una grande stalagmite, che ricorda l’omonima torre  toscana. La temperatura all’interno delle grotte è costante intorno ai 14 centigradi e l’umidità è tra il 94 ed il 100%.



I TRULLI DI ALBEROBELLO
Alberobello è stata dichiarata patrimonio dell’umanità’ dall’Unesco nel 1996, è nota per i suoi trulli, ne conta, infatti, più di 1.400 e perfino la chiesa, intitolata a Sant’Antonio, è un trullo. Il trullo è la tipica costruzione rurale dell’entroterra barese. Le sue origini si perdono nel tempo e il suo nome, che deriva sia dal greco “tholos”sia dal latino “turris”, sta a significare “cupola”. Sono edificati con scaglie di pietre che si reggono esclusivamente per la maestria del costruttore in quanto non si usa malta né altro materiale di sostegno. In cima al cono c’è sempre un pinnacolo di varia forma che, secondo alcuni, aveva funzione decorativa, secondo altri distintiva, perché voluta e imposta dal regnante che governava. I misteriosi segni dipinti sul frontale del cono dei trulli sono simboli magici e propiziatori, alcuni di origine pagana, altri cristiana. Agli stessi, disegnati a calce, si possono attribuire vari significati, i più comuni sono invocazioni di protezione della famiglia dal malocchio ovvero venerazione di qualche divinità propiziatoria di un buon raccolto.


LUOGHI SACRI A NOCI

L’ABBAZIA DELLA MADONNA DELLA SCALA - L’ANTICA CHIESINA
L’antica chiesina rappresenta il primo incontro con Dio in quella innocente campagna che avrebbe poi ospitato l’attuale monastero che con la sua imponente architettura domina la valle.  S’innalza tra due grandi cedri che le fanno corona. Un gioiello di arte romanica, dalle linee sobrie e modeste, ma perfette ed eleganti. Questa chiesina bisogna pensarla, come rimase per tanti secoli, sulla vetta di questa collina, sola, senza tutto il complesso attuale degli edifici, quasi regina e dominatrice di questo colle.

L’ABBAZIA DELLA MADONNA DELLA SCALA  - IL MONASTERO
Il monastero benedettino della Madonna della Scala è ubicato a circa 5 km dal centro abitato in posizione panoramica su un'altura, fu fondato nel 1930 sul luogo di un precedente monastero benedettino, di cui si conserva una chiesa romanica del XII secolo incorporata in quella nuova edificata nel 1952. Vi vive una comunità di monaci guidata dal suo priore, particolarmente suggestive sono le celebrazioni durante l’Avvento e la Settimana Santa.

 CHIESA RUPESTRE DI BARSENTO
La chiesa abbaziale di Barsento fu fatta costruire secondo la leggenda per i monaci di sant'Equizio abate da papa Gregorio Magno nel 591. La presenza di un elemento autoctono pre-romanico, ossia l’architettura dei trulli, ha fatto supporre allo studioso Franscesco D'Andria che l'origine della chiesa fosse da far risalire alla dominazione longobarda (fine VIII-inizi IX secolo), o comunque, ad un periodo non posteriore alle invasioni saracene. Altri studiosi confermano questa tesi, mentre Gioia Bertelli rinvenendo nella chiesa elementi del periodo romanico ha dilatato l'epoca di edificazione ai secoli XI-XII (sottolineando che il monumento non presenta alcuna caratteristica architettonica tale da farlo ritenere una costruzione realizzata nell’alto Medioevo). La costruzione si erge in posizione dominante in cima ad una collinetta affacciata sul "canale di Pirro" (440 m s.l.m.), a circa 6 km dall'abitato.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA NATIVITA’
La collegiata (Chiesa matrice) rappresenta un ampliamento in fasi successive della chiesetta già esistente nel XII secolo dedicata al culto mariano e radicalmente trasformata nel corso dei secoli. Attualmente disposta su tre navate, ospita un fonte battesimale policromo trecentesco, un gruppo scultoreo della Madonna in trono col Bambino (1505), attribuita all'artista locale Stefano da Putignano; un Crocifisso barocco e 14 grandi tele della Via Crucis. Le tele sono citate nei documenti di archivio della chiesa a partire dal 1745 e costituiscono una collezione stilisticamente povera e modesta, con influssi caravaggeschi, probabilmente commissionata dal capitolo della chiesa al frate leccese Luigi del Santissimo Sacramento con l'obiettivo di istruire i fedeli. Nel presbiterio si trova un polittico in pietra locale e legno. Commissionato dal conte di Conversano Giulio Antonio Acquaviva e realizzato da Nuzzo Barba di Galatina, in esso sono collocate 9 statue lapidee ad esclusione di una in legno, che raffigurano la Madonna con bambino nella parte centrale, nel registro superiore Sant'Antonio da Padova, San Rocco, San Sebastiano e il Cristo risorto, mentre nel registro inferiore San Domenico di Guzman (in legno), San Pietro, San Paolo e San Vito Martire. All'antica facciata gotica della collegiata, con interventi effettuati tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX, si sostituì un nuovo prospetto neoclassico attraverso la costruzione di un grosso frontone che alterò il disegno originario. Nella seconda metà del XVIII secolo è portato a termine il campanile attuale (alto 35 m) in sostituzione di quello preesistente. A metà Ottocento è infine l'innalzamento della volta lignea della navata centrale e l'inglobamento delle colonne risalenti alla struttura gotica in nuovi pilastri lapidei.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA CROCE
Il Santuario si trova a circa 1 km dal centro abitato sulla strada provinciale per Castellaneta. Giusta la storiografia locale, fu fatto edificare nel 1483 dai coniugi Pasquale Giannotta e Cecca De Nigris e da Angiolo Gusmano in onore della Madonna della Croce, il cui affresco fu rinvenuto, secondo la tradizione popolare, nella grotta esistente in un boschetto poco distante dalla Chiesa. Durante i secoli il Santuario ha subito vari ampliamenti per la cresciuta devozione dei fedeli, per l'aumentata popolazione, per i numerosi pellegrinaggi di devoti delle città limitrofe e dell'intera regione. Nel 1601 venne a visitarlo il Duca di Noci Giulio Acquaviva dei Conti di Conversano, il quale, per ringraziare la Vergine della salute riacquistata, offrì un paliotto ricamato in oro con la scritta A duce Nucum redivivo - MDCI. Sull'altare maggiore vi è l'affresco raffigurante la Madonna con il Bambino che sostiene nella mano sinistra un globo sormontato da una croce; un'altra croce, più grande, è posta in primo piano sulla figura della Madonna. La Madonna della Croce è, con san Rocco, compatrona di Noci e come tale viene festeggiata solennemente il giorno tre di maggio: durante tutto il mese mariano, inoltre, si susseguono le visite al Santuario e nella Chiesa Madre dove viene esposta una tela con l'effigie della Madonna.



5 commenti:

la luna di stefylù ha detto...

Posti stupendi... senz'altro da visitare sopratutto se si è ai primi viaggi...invece che andare chissà dove all'estero!

chicchina ha detto...

Ci consegni un itinerario bello completo iteressante ricco di curiosità storia e colori.Sono calabrese,cerco anch'io di veicolare le tante cose speciali che rendono interessanti le nostre regioni del sud,tanto alle cose negative ci pensano già in tanti,troppi!
Ringrazio ancora,e solo ora che sono tornata della bella opportunità che avete dato a tanti di noi di pubblicare delle poesie.Sono contenta e convinta che è bello comunque partecipare.Ciao

fenix ha detto...

Molto interessante...quanti particolari si scoprono e quanto scorci d'Italia sconosciuta, fuori dai soliti itinerari ;-)

Lisa ha detto...

Stefa, mi hai riportato indietro nel tempo, ad una vacanza a Monopoli, dove naturalmente ho visto sia Ostuni, la città bianca, che le grotte di Castellana.

stefania ha detto...

Lisa se torni in queste zone ti porto a vedere i trulli ;)

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