11 novembre, 2012

recensione: LA RAGAZZA DAI CAPELLI DI FIAMMA - CAROLINA DE ROBERTIS


Ho iniziato il libro senza sapere nulla della trama ma ben presto ho inteso la sua portata, vengono infatti rispolverate le figure dei desaparecidos che per chi non lo sapesse, sono gli "scomparsi", coloro che ritenuti "sovversivi" sono stati prima spesso torturati e poi fatti sparire, per appunto, nel nulla dai regimi autoritari del Sud America durante il secolo scorso, cosa ahimè avvenuta in periodi diversi anche in altri Paesi.
Non si tratta di un saggio, documentario o romanzo filo-storico ma solo la storia di quelli che potrebbero esserne stati i protagonisti, tra gente scomparsa, ufficiali delle forze armate e le loro famiglie con lacune, menzogne e verità celate e volute dimenticare.
Sembra quasi un fantasy all'inizio dato che nella vita di Perla, giovane studentessa di psicologia che ha appena rotto col fidanzato, appare un uomo-non uomo, che sgocciola di continuo acqua limacciosa e si nutre solo di acqua come se fosse cibo.
Qualcosa di sicuro irreale e non si capisce nemmeno come e perchè questo uomo si sia materializzato in casa sua, chi sarà? E perchè lei invece di cacciarlo via cerca di accudirlo?
Perla da sempre s'è sentita estranea a se stessa, estranea alla sua famiglia ed al suo ambiente e questo incontro contribuirà a farle cercare il suo vero io, chi è Perla in realtà?
Un interrogativo ulteriore sorge nel lettore, siamo frutto dei nostri geni o dell'ambiente che ci circonda? Siamo il risultato della somma fra le due cose forse e, quindi, cosa cambierebbe cambiando uno degli addendi?
Interrogativi esistenziali che forse, alla fine, trovano una risposta nella consapevolezza ed accetazione di sè.
Il romanzo è scritto come un racconto in prima persona, per lo più di Perla ma, intervallato anche da quello dell'uomo misterioso che lentamente recupera i ricordi della sua vita passata.
Un racconto che è un dono, tramandato da madre a figlia perchè lei non sia confusa a sua volta, perchè sappia ancora prima di nascere quali sono le sue radici e chi ha portato il suo nome prima di lei.
La prosa scorre veloce nonostante la durezza di certe immagini che vengono facilmente evocate alla vista sebbene riluttanti, nonostante tutto si ha voglia di scoprire la verità, per quanto brutale essa sia perchè è sempre meglio la dura verità piuttosto di una bella bugia, non trovate?
L'unica cosa che non ho compreso è la copertina perchè Perla viene descritta diversamente o almeno io l'ho immaginata completamente diversa e, di conseguenza, non ho compreso nemmeno il titolo che alla copertina sembra essere legato.

2 commenti:

Simona ha detto...

Non sapevo dell'esistenza di questo tuo blog. Tra le mille passioni che mi accomunano a molte bloggers c'è anche la lettura nonché la scrittura. Vi seguirò facendo tesoro dei vostri consigli!
a presto
Simona

Lisa ha detto...

Sì, credo anch'io che la verità, per quanto brutale sia, è sempre preferibile alla bugia. Un libro molto interessante.

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