15 luglio, 2013

UN PIZZICO DI... ESOTERISMO nelle case partenopee.

 
 

Rieccoci al  consueto appuntamento con la nostra rubrica e questa volta tocca a me, Lisa che, da napoletana DOC, ho scelto un argomento molto noto alla mia città. 

La tradizione popolare a Napoli è ricca di figure e leggende esoteriche, due delle quali sono strettamente legate alle case, soprattutto quelle antiche.

 

Le due figure sono ‘o Munaciello e ‘a Bella Mbriana.

La Bella Mbriana è anche una rivisitazione della dea romana Vesta, protettrice del focolare domestico.

Il suo nome, Mbriana, pare derivi da Meridiana ovvero dall’ombra generata dalla meridiana. Un’ombra sotto cui trovare rifugio e protezione. E’ considerata lo spirito benevolo delle case.

Secondo la tradizione antica, ogni casa avrebbe una Bella ‘Mbriana, motivo per cui bisogna simbolicamente sempre lasciare una sedia libera, laddove ella possa sedersi. E’ inoltre usanza non dover mai pronunciare in casa il desiderio di cambiare appartamento, per non offenderla. Perché lei è onnipresente  e sente tutto. E addirittura se si cambia casa, prima di andarsene e chiudere la porta bisogna dire la frase propiziatoria: “Bella ‘Mbriana vieni con me.”  Alcuni racconti antichi narrano di segnali particolari che lo spirito lasciava nelle case. A seconda della stranezza di quel segnale, poteva esserci un pericolo. Famoso il racconto di una giovane coppia che viveva in una casa sui quartieri Spagnoli, che raccontava del risveglio nella notte provocato dal pianto del loro neonato. La culla si rivelò vuota e il bambino era adagiato in un cassetto di un mobile, aperto. La coppia comprese la stranezza dell’evento e, preso il bambino, scappò in strada pochi minuti prima che la parte di edificio dove abitavano crollasse.

Di contro, non manca lo spiritello cattivo o dispettoso, ‘o Munaciello.

Si racconta che fosse un bambino nato illegittimo e deforme, adottato dalle monache di un convento che cucirono per lui un saio con cappuccio per nasconderne la deformità. Quando il bambino usciva, la gente lo riconosceva e lo soprannominò Munaciello (ovvero piccolo monaco). Il bambino pare fosse molto vivace, ma accadevano anche cose insolite in sua presenza per cui gli furono attribuiti strani poteri. Morì precocemente, ma secondo la tradizione popolare, continua a girare per le strade sotterranee di Napoli fino a giungere nelle case, in forma di spirito dispettoso e anche porcello. E se lo si lascia fare e non si divulga il suo passaggio, pare che lasci dei piccoli doni. Si racconta ad esempio di soldi trovati sul tavolo la mattina al risveglio. Notizia che si doveva evitare di diffondere finché lo spiritello dispettoso passava di lì, altrimenti sarebbe o scomparso senza più lasciare doni o avrebbe aumentato le dosi dei dispetti creando scompiglio. I dispetti più leggeri e quindi sopportabili, pare fossero rumori nella notte, in genere provenienti da zone comuni come la cucina e soffiare nelle orecchie di chi dorme per farlo destare. Se poi nella casa risiedeva una bella donna, non era raro che si sentisse palpare. Particolare non trascurabile, la presenza è percepibile da tutti, per i motivi su spiegati, ma solo in pochi possono “vederlo”: ovvero coloro che, durante la cerimonia del Battesimo,  hanno avuto una madrina o un padrino che non ha pronunciato per intero la formula di rito.

Che sia realtà o semplice superstizione, le due leggende conservano ancora oggi un discreto fascino.

 

By Lisa

 
 

2 commenti:

Natural Photography ha detto...

carinissimo questo post, mi è piaciuto molto brava!!! a presto

fenix ha detto...

Molto curioso ;-)
Forse, però, non tutti sanno che l'esoterismo, oltre all'uso comune che se ne fa oggi, in passato oltre ad essere una pratica iniziatica, aveva un significato molto diverso. Le scienze esoteriche, infatti, vertevano sullo studio della natura interna dell’essere umano, attraverso l’introspezione. Quindi attraverso la conoscenza, per arrivare alla scoperta della Vera origine della natura Umana.
Come non collegarsi, quindi, non solo alla religione, ma anche alla filosofia e alla psicologia...

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