01 ottobre, 2013

UNA STORIA COME TANTE

Ricordo ancora la minestra di verdure che la nonna Netta preparava quando ero una bambina.
La sbucciatura dei piselli, i pomodori bolliti e poi spellati,
l'aroma di prezzemolo appena tritato con la mezzaluna,
il mio stupore davanti al pelapatate...
Ogni volta che risento quei profumi, ritorno a quel luogo, a quei giorni, a quei riti.
Preludio della sera... della cena...del ritorno di tutti a casa.
Mia nonna materna, aveva 12 tra fratelli e sorelle, era nata e cresciuta in cascina.
Mi raccontava della sua infanzia, della povertà, del duro lavoro nei campi, della sua giovinezza nelle risaie come mondina e poi di quando conobbe mio nonno e si sposarono, poco prima della guerra.
Mi accorgo solo ora, di non averle mai chiesto come lui la corteggiò e di come si innamorarono.
Non ci ho proprio mai pensato e adesso è troppo tardi.
Di mio nonno Gino, so invece, che era figlio adottivo e che la sua vera madre l'abbandonò in orfanotrofio da piccolo, perchè  troppo povera per crescerlo.
Poi un giorno, quando lui era già grandicello, lei lo cercò per conoscerlo.
Non ho mai conosciuto la mia vera bisnonna, se non dai racconti di mia madre.
Vaghi, quanto vaghe furono le risposte date dal nonno.
Credo non l'abbia mai perdonata per quell'abbandono.
In questo io e lui siamo simili.
Anch'io non gli ho mai perdonato un suo "abbandono", ma questa è un'altra storia.
Comunque, ho deciso di cercare la sua vera famiglia...quel pezzo del mio albero senza radici.
E'bastato un certificato di nascita richiesto in comune.
Ho scoperto così, che mio nonno aveva anche una sorella più giovane e una nipote, la cugina di mia mamma.
Chissà com'è, chi è.
Dovrei cercarla, prima che sia ancora una volta troppo tardi? ...
C'è un posto vicino a casa mia, dove da bambina andavo con i nonni a cogliere le viole.
Ci ritorno ogni anno a primavera.
Cosa cerco...la bambina che ero, l'idea di qualcosa che è stato, la serenità di quei momenti, risposte a un perchè, un pò di pace.
Le nostre origini ci dicono molto su chi siamo e anche semplici ricordi di vita quotidiana riescono a dare un senso, oltre a farci capire da chi e da cosa, magari, vogliamo affrancarci.
Comprendere la nostra storia, unica per noi, ma come tante, penso ci renda veramente liberi.

 Laura   (Fenix)  

4 commenti:

Stefania Vitaliano ha detto...

Hai proprio ragione bisogna comprendere le origini per conoscersi a fondo... quando si dice che non bisogna restare legati al passato io non lo concepisco. E forse in troppi abbiamo una lacuna su un lato della famiglia.

stefania ha detto...

Io già da bambina la pensavo così, tormentavo la bisnonna perchè mi raccontasse la sua storia e i suoi amori, con pudore cercava di ritrarsi ma, alla fine, sono riuscita a ricostruire il passato

Natural Photography ha detto...

bellissimo post, hai proprio ragione... le nostre radici fanno parte di noi ^_^
a presto

Lisa ha detto...

Scavare nei ricordi dell'infanzia per poi arrivare alle origini. Un percorso all'indietro. Una sorta di conto alla rovescia che prima o poi ognuno ha il dovere di compiere. Un post commovente.

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