15 maggio, 2014

UN PIZZICO DI... CARTOMANZIA: i Tarocchi


 
 
 
Chi di voi non ne ha mai sentito parlare? Siete mai stati tentati di consultarli per  conoscere il futuro?
 
 

Il futuro: questo tempo sconosciuto che sempre incuriosisce ed affascina. Sono forse i Tarocchi un antico metodo per “viaggiare” nel tempo? Tra miti e leggende,  per una volta parliamone sbirciando il passato e partiamo alla ricerca delle origini di questo sistema di divinazione.

Antichi, anzi antichissimi, i Tarocchi come li conosciamo oggi, con la loro simbologia composta dagli arcani maggiori e minori risalgono al Medioevo, tempo di streghe, alchimisti e proibizioni. Ufficialmente venivano usati per prevedere "magicamente" il futuro,  ma sembra che il vero scopo della loro diffusione sia  legato  ad una sorta di linguaggio in codice per comunicare all’interno di sette segrete. Grandi personaggi li avrebbero usati quindi per scopi reconditi, poco inclini a conoscere il futuro, ma intenti a costruirne un altro. E ciò  riconduce senz’altro all’unico vero potere: I tarocchi non sono magici, ma sono un “linguaggio”.

Tuttavia serve un ulteriore passo indietro nel tempo, per risalire alle origini di sicuro ancora più antiche del medioevo, ma ancora incerte.

Origini avanti Cristo se le contendono l’Egitto e la Cina. Entrambe le culture li vedono collegati a libri molto importanti per le loro tradizioni: il libro di Toth per la civiltà egizia e il libro de I-Ching per la civiltà orientale.

I-Ching è un libro che risale a più di 3000 anni fa e che racchiude tutta la saggezza orientale. I suoi 64 esagrammi da interpretare sono da tempo immemore usati per la divinazione. Una divinazione però coerente: non si può fare una domanda improbabile al libro de I-Ching. Non si può chiedere ad esempio se ci si sposerà, se non si ha una storia, un partner. La domanda coerente è “sposerò tizio?”. Questo sistema di divinazione, sicuramente saggio nel porre le domande, insieme all’invenzione cinese delle carte da gioco, indicherebbe una provenienza orientale dei Tarocchi che, tra l’altro, nacquero proprio come semplice gioco di carte.

Più affascinante è, a mio parere, l’origine legata all’Egitto.  I libri di Toth consisterebbero in 42 libri lasciati dal Dio Toth agli umani, contenenti misteri dei cieli e situazioni planetarie future. Dunque un libro di astronomia e/o astrologia di cui però ben poco ci è pervenuto, perché pare sia stato disperso o nascosto. Ma non sono forse i geroglifici un linguaggio di immagini che ricorda quello dei tarocchi? Che siano i 22 arcani maggiori dei Tarocchi ciò che è rimasto di quel libro e in realtà non nascosto, ma alla portata di tutti?

Quale che sia la verità, anche  l’Italia  vanta un merito. Il più antico mazzo di Tarocchi fino ad oggi rinvenuto è italiano: i Tarocchi Visconte Modrone.






 

Ed ora a voi i Tarocchi: mischiate le carte, spaccate il mazzo e stendete a ventaglio. E che la scelta di ogni carta sia fatta con la mano sinistra ovvero la mano del cuore, perché alla fine, il vero messaggio dei Tarocchi è proprio questo: ognuno sceglie le carte del proprio futuro, ognuno è artefice del proprio destino.

By Lisa

2 commenti:

Stefania Vitaliano ha detto...

Interessanti queste info. Sono sempre stata curiosa di farmeli fare...alla prima occasione ci provo!

Herry jonson ha detto...

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