14 marzo, 2017

GUARIRE D'AMORE di Irvin D. Yalom







Trama:


Un uomo che non riesce a controllare i suoi impulsi sessuali, una donna ossessionata da un amore divorante, uno scienziato che si convince di essere un impostore, una ragazza che rivela una insospettata doppia personalità, un uomo d’affari che non trova il coraggio di liberarsi di un mucchio di lettere ingiallite… Sono i protagonisti delle storie di psicoterapia in cui Irvin Yalom ha condensato le sue riflessioni sulle radici profonde del disagio esistenziale: pagine appassionate e brillanti, ricche di emozioni e di idee, sempre illuminate da una sorprendente sincerità. L’esperienza terapeutica vi appare come una specie di avventura e analista e paziente sono raffigurati come compagni di viaggio: la guarigione del paziente deve indurre il terapeuta a mettere in gioco tutte le sue carte senza barare. Il coinvolgente resoconto di questi incontri ci aiuta a riconoscere e a tenere a bada i nostri aspetti più oscuri: nell’intreccio di paure, ansie, solitudini e ossessioni è impossibile sentirsi solo un osservatore distaccato.
 
Non sempre i libri di psicologia risultano semplici da leggere. Questo libro invece lo è.
Le storie, ovviamente ispirate da storie vere, ma abilmente mascherate per tutelare la privacy dei suoi pazienti, si svolgono attraverso la descrizione dei vari colloqui. Sembra di assistere realmente ad ogni incontro e di sentire un po' proprio il disagio di ogni persona.
 
Il disagio esistenziale è ciò su cui si concentra Yalom. Qualcosa che può essere comune a tutti e non solo a chi ha subito traumi o avuto problemi. Esso risulta strettamente legato ai desideri impossibili da realizzare, come potrebbe esserlo ad esempio la vita eterna o l'eterna giovinezza, giusto per citarne un paio.
 
Il libro risulta essere un affascinante viaggio attraverso le tecniche psicologiche più tradizionali, dirette o indirette, ma tutte proiettate al benessere psicofisico del paziente.
Interessante la nota finale dell'autore aggiunta nelle ultime edizioni ben 25 anni dopo la stesura del libro dove sottolinea l'importanza evolutiva del cambiamento personale, non solo dei pazienti, ma anche il proprio.
Che sia questo il segreto della felicità?
 
Buona lettura
 
by Lisa
 

10 marzo, 2017

IL DIRITTO DI CONTARE


Katherine, Dorothy e Mary sono tre matematiche che lavorano nella NASA, non è cosa da poco visto che vivono nell'America degli anni '60, quando vigeva ancora la segregazione razziale.

Katherine non ha rivali con i numeri, è vedova ed ha tre figlie. La sua routine verrà sconvolta da un nuovo incarico nel team che si occupa di mandare gli astronauti nello spazio.

Mary è intraprendente ed accetta la sfida di un collega di diventare ingegnere, i calcoli non le bastano più. Riuscirà a farlo, lei donna e di colore?

Dorothy, infine, svolge un lavoro da responsabile senza esserlo e senza prenderne i meriti. 

Con l'avvento dei computer, servirà ancora fare calcoli? 

Vedete il film per scoprire come andrà per tutte loro e non solo.

Basato sul libro "Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race" che racconta la vera storia di Katherine Johnson, matematica che contribuì al programma dedicato ai lanci spaziali della NASA.

Il titolo è un po' un gioco di parole visto quello che le protagoniste fanno come lavoro all'atto pratico e quello che hanno rappresentato poi per tutti, donne ed afroamericani in particolare.

Visto nel giorno della "festa della donna" e non poteva che esserci giorno migliore e più significativo per l'uscita di questo film.

Un invito a tutte le donne a credere in se stesse, nelle proprie capacità, nei propri sogni e a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà, sociali e lavorative, che ci sono sempre state e purtroppo continuano spesso ad esserci.

Già si sa che le storie vere mi appassionano, poi le protagoniste essendo donne, laureate in materie scientifiche come me, anche se afroamericane negli anni '60 le ho sentite molto vicine. 

Un paio di ore che scorrono veloci e sembrano non bastare, una storia davvero toccante, ricca di speranza ed ottimismo, fa bene al cuore ed alla mente.

06 marzo, 2017

LOGAN - THE WOLVERINE

 
 
Trama:
In LOGAN, Hugh Jackman riprende il suo iconico ruolo di Wolverine per un'ultima volta in una storia a se stante, potentemente drammatica, cruda, di sacrificio e redenzione. Siamo nel 2029. I mutanti sono spariti, o quasi. Un Logan isolato e scoraggiato sta affogando le sue giornate in un nascondiglio in un remoto angolo del confine con il Messico, racimolando qualche dollaro come autista a pagamento. I suoi compagni d'esilio sono l'emarginato Calibano e un Professor X ormai malato, la cui mente prodigiosa è afflitta da crisi epilettiche sempre peggiori. Ma i tentativi di Logan di nascondersi dal mondo e dalla sua eredità finiscono bruscamente quando una misteriosa donna arriva con una pressante richiesta: Logan deve scortare una straordinaria ragazzina e portarla al sicuro. Presto Logan dovrà sfoderare gli artigli per affrontare forze oscure e nemici emersi dal suo passato in una missione di vita o di morte che porterà il vecchio guerriero su un sentiero dove compirà il suo destino.
 
 

Neanche la bravura di Hugh Jackman riesce a dare punteggio alla saga finale dedicata al supereroe Wolverine.

Se uscita di scena deve essere, tanto vale farla alla maniera di Marvel che mai annoia.
Invece, la regia e la sceneggiatura hanno complottato egregiamente per distruggere un mito.

Il film è stato un agonizzante declino dall'inizio alla fine. Agonizzante il protagonista, di cui resta una spettrale ombra del supereroe che è stato e agonizzante lo spettatore che, inaspettatamente, si agita sulla poltrona chiedendosi quando termina il film.

Le scene di combattimento, eccessivamente brutali, tanto da far vietare il film ad un pubblico minore di 14 anni, non catturano l'attenzione e diventano un deludente tentativo di rendere il film d'azione.

Anche puntare l'attenzione sul rapporto speciale che si crea tra Wolverine e la piccola Lora non riesce a far decollare la trama.

Pur appassionata alla saga degli X-Men, non posso che definire questo film, non solo il peggiore della serie, ma di tutti i film fino ad oggi visti.

Da NON vedere.

by Lisa

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